Raffaele Vicenzi racconta Lords For The Ring @Comics League of Brixia (BS) Part.3 #DanyOrizio

  1. L’addio di Thorin Scudodiquercia a Bilbo Beggings

daniorizioIl racconto di #DanyOrizio invece è stato un po’ diverso rispetto agli altri due artisti. Dialogando con #AngeloMontanini, si è potuto capire non solo le problematiche dovute alla lontananza dallo stile di Dany rispetto ai titoli assegnatigli, ma anche quelle problematiche di stile e perplessità al riguardo. Il #DirettoreArtistico conosceva molto bene #DanyOrizio ed era consapevole che ciò che gli aveva assegnato era lontano dai suoi lavori, ma era anche altrettanto convinto che sarebbe riuscito a realizzarli egregiamente confidando, non solo nella sua tecnica artistica, ma anche nella sua profonda conoscenza della storia dell’arte. Detto questo #DanyOrizio ha raccontato dei suoi procedimenti mentali prima di metterli in definitiva sul tableu

Partendo dallo stile de ‘L’addio di #ThorinScudodiquercia a #BilboBeggings’, egli aveva scelto di ritornare agli inizi della sua carriera usando, per entrambe le opere, il chiaro-scuro delle matite, però su carta grigia utilizzando il colore bianco per far risaltare maggiormente alcuni particolari, potendo così giocare meglio sul contrasto di questi due colori. Per questa scena in particolare #DanyOrizio, racconta che dopo le difficoltà iniziali immaginava quella scena realizzata con la tecnica dell’incisione; Egli ha menzionato in particolare il #Dürer  poiché, oltre alla tecnica in sé per sé, l’uso delle simbologie alchemiche che il #Dürer stesso utilizzava nelle sue opere, sarebbero potute tornare utili per la realizzazione finale della scena.

L’autore, continuando con la sua spiegazione, entra più nel dettaglio; in primo luogo la scena è stata realizzata prettamente a mano per poi utilizzare il digitale giusto per qualche ritocco ed il colore giallo soffuso posto dietro i personaggi. Questo perché il background risultando molto oscuro già per l’evento in sé per sé ed avendolo realizzato, tra l’altro, su una carta di colore grigio, il risultato iniziale fu proprio che il tutto appariva esageratamente triste. Ma proprio in questo momento nacque un’idea interessante dal punto di vista estetico, quella appunto di aggiungere in “sottofondo” quella luce giallo-arancio, che di fatto, oltre che staccare la scena dall’effetto piatto dell’incisione e la messa in luce di una maggiore profondità dello spazio stesso, aveva di fatto anche estratto l’opera da quel baratro oscuro infondendo una certa speranza. Questo alla fine sarà l’unico colore che apparirà nella realizzazione finale della scena.

Proseguendo con il suo racconto #DanyOrizio s’addentra sempre più in profondità. Il suo scopo, come già accennato per la luce, era quello di non far precipitare in una tristezza ancora più profonda la sua opera. Il suo messaggio voleva essere che comunque la vita continua, che è nella natura delle cose e delle persone morire ad un certo punto e molte cose, che ora non sono più, un tempo lo erano state ed avevano avuto una storia, come per esempio alcuni teschi posti lungo la cornice dell’incisione.

Altro elemento interessante è lo spazio lasciato vuoto accanto al “piedone scalzo” di #BilboBeggins  voltato di schiena e rivolto verso #Thorin. #DaniOrizio ci svela che quello spazio in basso nel centrodestra è il famoso “invito” a noi per entrare nel tableu. L’autore dice che inizialmente avrebbe voluto mettere un’ombra, la nostra ombra, ma che alla fine ha optato per uno spazio vuoto, poiché l’ombra non poteva simboleggiare tutti, in quanto ognuno di noi proietta un’ombra diversa dall’altra; invece nello spazio vuoto tutti possono entrare, #Orchi compresi.

2. Aragorn e l’esercito dei morti attaccano le navi di Umbar

Per questa tavola tre sono gli aspetti affrontati da #DanyOrizio. Il primo riguarda la rappresentazione e la scelta nell’utilizzo della diagonale, non solo perché la scena in particolare è di movimento visto che si tratta dell’inizio di una battaglia, ma anche per poter rappresentare più momenti nella medesima scena. L’occhio, a parte i personaggi, è comunque costretto ad andare sul veliero in primo piano per poi essere condotto, con un gioco di prospettiva, alle altre navi della flotta lungo una piccola diagonale verso sinistra dove il nostro sguardo viene ancora catturato da una nuova diagonale (questa volta più marcata), che come una “scala mobile” ci fa filare via dritto su verso ‘lo sferrar l’attacco’, l’espediente dell’autore per farci rivivere dall’interno: sia il momento prima dell’attacco, sia l’attacco stesso, proprio come lo avevano vissuto i protagonisti della storia. La cosa fantastica, che conclude questo “giro sulle giostre”, è che la famosa “scala mobile” ci porta da #Aragorn (qui rappresentato molto giovane, in vigore e pieno di forze e che fa la diagonale), ci costringe a suonare il corno della battaglia ed insieme a quel suono giungiamo agli occhi gialli del #ReDeiMorti, il quale lancia le sue orde dando inizio di fatto all’attacco.

Altro aspetto è l’uso del verde fluo per rievocare la natura degli spiriti. #DanyOrizio vuole comunque sottolineare, che gli era stato chiesto espressamente di non rappresentarli in modo scheletrico, ma che per seguire il testo originale del #LOTR era necessario rappresentare dei cavalieri che erano  stati appena uccisi.

E con questo ringrazio tutti: gli artisti #AngeloMontanini, #EdvigeFaini e #DanyOrizio, #SaraAranelGiannotto de l’#AssociazioneItalianaStudiTolkieniani e #PaolaFiorentino e la fumetteria #ComicsLeagueOfBrixia per l’organizzazione e la splendida giornata augurando a tutti un #BuonNatale.

Grazie e alla prossima.

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Raffaele Vicenzi racconta Lords For The Ring @Comics League of Brixia (BS) Part.3 #EdvigeFaini

edvige-fainaPer quanto riguarda #EdvigeFaini, come è stato più volte ripetuto durante questo e i precedenti incontri, è l’unica rappresentate femminile di questo progetto. Ma prima di proseguire vorrei soffermarmi su una mia personale considerazione a proposito di questa artista. A livello personale posso dire, avendo visto all’opera tutti i #Lords (anche solo per breve tempo), che il livello tecnico con il quale essi si esprimono è a dir poco mostruoso; oltre tutto è notevole la loro capacità di esprimere e raggiungere un determinato risultato artistico, attraverso le loro enormi capacità tecniche e conoscenze accademiche, oltre quelle culturali. Detto questo però c’è una cosa che mi ha colpito di più di tutti di #EdvigeFaini e cioè quella capacità “ultraterrena” di rendere le sue ambientazioni (per quanto surreali, improbabili o fuori da ogni tempo) talmente reali che inducono il nostro subconscio a credere che Edvige abbia effettivamente visto quelle “cose” durante “qualche suo viaggio interspaziale’”.

  1. L’Ira di Smaug 

Ma procedendo con il racconto,  molto tempo è stato speso per “L’Ira di #Smaug”; questo perché non ha nascosto la sua predilezione a sviluppare artisticamente creature fantastiche. Di questa opera Ella ha voluto segnalare alcuni aspetti riguardanti più che altro le simbologie ed alcuni dettagli sulla realizzazione di #Smaug. Innanzitutto #EdvigeFaini, chiarisce fin da subito che al suo #Drago voleva dare un aspetto (utilizzando un gergo colloquiale) “ignorante”, una cattiveria, bruta, d’un’ira veramente bestiale. Per questo, avendo molte conoscenze delle creature della cultura giapponese, ha voluto interpretare quest’ignoranza prendendo dalle caratteristiche facciali di alcuni elementi del #Godzilla e del #Kaiju (vedi film di fantascienza Pacific Rim 2013), come per esempio quelle specie di protuberanze cornee che sembrano formare un elmo.

Altra cosa è la disposizione delle ali spiegate lungo la ormai famigerata #diagonale del quadrato per dare movimento alla scena, che di fatto la divide in due momenti: quello alle spalle del #drago, che rappresenta il passato quando #Smaug era ancora nella grotta della #MontagnaSolitaria e quello sotto il #Drago, il quale con le sue ali sembra avvolgere la cittadina degli uomini di #Dale (sul #LagoLungo), già in fiamme dopo il primo attacco aereo (tempo presente). Ed infine vediamo come #Smaug sia già gonfio e con il petto ben in vista pronto per sferrare il secondo attacco (futuro). Ma oltre che questo elemento passato-presente-futuro, possiamo notare come la diagonale in realtà possa essere quell’espediente per rappresentare il contrasto tra i colori freddi della montagna e i colori caldi delle fiamme. In conclusione #EdvigeFaini ha fatto notare alcuni piccolissimi dettagli che riguardano la coda di #Smaug. Quest’ultima appare tòrta e ripiegata su sé stessa ricordando le forme dell’#AnelloDelPotere ed intrisa dell’oro dal tesoro custodito nella montagna; Inolre l’oro è disposto  lungo la coda in una maniera che sembra ricordare le scritte incise nella lingua di #Mordor sull’#anello

2. La Caduta di Nùmenor

Passando a “La Caduta di #Nùmenor”, l’aspetto centrale della ricostruzione dell’evento è il ricordo della “Caduta di #Atlantide” raccontata nei #DialoghiDiPlatone. L’elemento dell’acqua inoltre passa per il centro del tableu partendo dalla diagonale in alto e mettendo ben in risalto la frattura creatasi nel terreno. Molto importante, sottolinea #Edvige Faini, è il fatto che ha potuto porre come elemento di continuità tra le due opere (oltre che il tema della distruzione) anche quello degli elementi alchemici dell’acqua e fuoco. Altre due cose molto importanti, a proposito della realizzazione di questa opera, sono la presenza di #Ilùvatar nello spazio celeste che divide la frattura creatasi e il dettaglio delle case poste in secondo piano in formato ridotto, le quali, se si fa un po’ d’attenzione, possono rappresentare quell’elemento che ci porta all’interno dell’opera stessa: una casetta ancora con le luci accese i quali abitanti sono stati colti di sorpresa. La si può trovare in basso a sinistra, posta sull’orlo della voragine causata dalla frattura improvvisa del terreno.  Invece la figura del volto di #Ilùvatar è stata rappresentata incrociando la visione greca del dio #Zeus e quella del Dio cristiano. Edvige inoltre fa notare che #Illùvatar durante tutto il Silmarillion si sente la sua presenza, ma solo in questa occasione è veramente presente sulla scena e quindi ha voluto rendere questa sua presenza davvero forte e speciale.

Raffaele Vicenzi racconta Lords For The Ring @Comics League of Brixia (BS) Part.3 #AngeloMontanini

angelo-montanini#AngeloMontanini ha spiegato che nel momento in cui doveva decidere a chi assegnare le varie scene, di aver lasciato, a suo avviso, le più difficili per sé stesso; in particolare egli ha raccontato (e svelato) alcuni dei processi mentali che lo hanno perseguitato e di come a volte, un’opera nasca da una precisa casualità non prettamente voluta, o se vogliamo, in questo caso, da una serie di ripetitive coincidenze che alla fine hanno convinto l’autore ad optare per una determinata soluzione artistica.

  1. Sulla Tomba di Balin

Nel caso de “Sulla tomba di #Balin”, #AngeloMontanini ha scelto, visti i toni oscuri e lugubri della scena oltre che del famigerato formato quadrato richiesto per le stampe dei loro lavori, di guardare al #Caravaggio per la sua impostazione. Il particolare sul quale l’autore si è soffermato più nel dettaglio, riguarda il fascio di luce che entra obliquamente dall’alto verso il basso, proveniente da un’apertura posta sulla destra della tavola e che poi si espande in alto proprio sopra la Compagnia. In realtà, racconta, all’inizio quella luce non era prevista per far risaltare quei toni oscuri alla #Caravaggio. Ma a seguito anche di una serie di considerazioni esterne sulla sua ‘troppa oscurità’, è arrivatala risoluzione in un modo quasi casuale. A seguito di una foto inviata con il cellulare ad un conoscente (nella quale si poteva notare una luce proveniente da una lampada come riflesso), quest’ultimo fece notare ad Angelo come quella luce fosse il clou di quell’opera, quell’elemento che gli dava veramente qualche cosa in più. Ovviamente il suo interlocutore non sapeva che l’effetto era stato un caso, ma a seguito anche di quell’episodio l’artista si è convinto che quella luce avrebbe dato alla scena quel qualche cosa di speciale che ancora mancava e di fatto non discostarsi dall’influenza del #Caravaggio, visto che l’effetto finale ottenuto non è stato dissimile da  “#LaVocazioneDiSanMatteo” proprio del #Caravaggio.

Un’altra questione sollevata sempre riguardante quella luce, è nata questa volta a seguito della domanda di un fan studioso di fisica a proposito del fatto di come fosse possibile l’esistenza di quella luce soffusa che si diffondeva in alto sopra le teste della Compagnia. In effetti quando era stata dipinta l’opera #AngeloMontanini ammette di non averci pensato, ma che è possibile giustificarla pensando che dopo molto tempo che la tomba era rimasta chiusa, si siano formati dei bei strati di polvere, che smossi dall’arrivo della Compagnia, si sono diffusi nell’aria creando quell’effetto che di solito la polvere crea quando incontra i fasci di luce.

2. I Tre Cacciatori

Per quanto riguarda l’altra opera de ‘I tre cacciatori’, due sono le cose sottolineate dall’artista. Una è l’utilizzo della diagonale usando la tecnica del fumetto per mettere in una sola inquadratura due o più situazioni. In questo caso specifico abbiamo uno zoom sui ‘tre cacciatori’ che stanno seguendo gli #Orchi sotto la diagonale, mentre sopra abbiamo uno zoom proprio sugli #Orchi, con uno in particolare che guarda verso di noi: da una parte l’artista ha scelto quest’opzione per invitarci ad entrare nella scena, ma allo stesso tempo guardare, se non addirittura essere, quei ‘tre cacciatori’. Infine #AngeloMontanini fa notare come nell’inquadratura più bassa abbiamo nel dettaglio un’elemento di continuità che lega proprio i due zoom, avente il compito di mostrare la stessa scena punti di vista diversi; infatti si vede in miniatura proprio la scena dello zoom sugli #Orchi inseguiti dai ‘tre cacciatori’.

Raffaele Vicenzi racconta Lords For The Ring @Comics League of Brixia (BS) Part.2

2. Manuale e/o digitale: sviluppo delle arti attraverso la tecnologia


l4rbresciaUn altro argomento, che è uscito dalla presentazione del progetto a cura del direttore artistico #AngeloMontanini, riguardava la questione del #digitale e in che misura esso ha influito sul lavoro di tutti i presenti: ma partiamo dall’inizio.

L’#AssociazioneItalianaStudiTolkieniani, grazie ad una buonissima campagna sul sito di #crowdfounding #eppela.com (in pieno stile del #Kickstarter americano), ha raccolto oltre 8.000€ per il finanziamento di questo ambizioso progetto. Inseguito gli sono stati consegnati alcuni estratti scritti delle scene tratte da #LoHobbit e #IlSilmarillion ed uno dei compiti di #AngeloMontanini sarebbe stato quello di decidere a chi “affibiare” la realizzazione di queste scene su carta , scegliendo tra gli altri “#Lords”.

Vorrei nuovamente ricordare i loro nomi: #IvanCavini, #PaoloBarbieri, #EdvigeFaini, #AlbertoDalLago, #DanyOrizio e #LucioParrillo. Procedendo con la presentazione il DA ha poi voluto sottolineare un principio molto importante che stava alla base della realizzazione del calendario stesso: il passaggio generazionale tra lui e agli altri nuovi “mostri” dell’illustrazione del fantasy italiano, semplicemente realizzando le proprie tavole in maniera tradizionale senza l’uso del digitale, mentre ha lasciato ampiamente agli altri la libertà di muoversi, non solo attraverso la tecnica, ma anche nei ragionamenti d’impostazione che precedevano la manifestazione dell’idea sul #tableu.

A quel punto #AngeloMontanini ha passato la parola ad #EdvigeFaini, chiedendole di argomentare la propria idea a proposito del #digitale in rapporto alle tecniche del disegno a mano, visto che principalmente il suo lavoro si è sempre svolto a contatto con il mondo #digitale  del #cinema e dei #videogame. Innanzi tutto sia Lei, sia #DanyOrizio, hanno sottolineato il fatto che è stata una fortuna per loro essere cresciuti a cavallo del passaggio al #digitale; questo perché comunque il mezzo #digitale non è diventato solo un qualche cosa di innovativo e nuovo allo stesso tempo, ma anche, se vogliamo, un prolungamento od un aggiornamento del linguaggio del #disegno, una possibilità vera e propria di utilizzare e talvolta mescolare con intelligenza, un linguaggio che col tempo sarebbe divenuto più ricco, dando maggiore visibilità nella valutazione di differenti punti di vista, come ha poi aggiunto #AngeloMontanini.

Alla fine di questa piccola nota introduttiva alla questione #digitale, #EdvigeFaini ha inoltre spiegato, prendendo in esempio la sua esperienza losangeliana, come la scuola da lei frequentata, solo di recente avesse introdotto dei corsi base di disegno tradizionale che prima mancavano. Questo per dire che anche nel paese dove è nato il #3d e i #VisualFX, abbiano sentito il bisogno di introdurre nella scuola questi insegnamenti di base, che qui in Italia sono sempre stati parte dei nostri programmi scolastici. Il discorso è comunque sfociato verso un’unanime semplice conclusione: non è possibile concepire un disegno (seppur in digitale) senza le basi stesse del disegno accademico.

Il #digitale sicuramente velocizza le realizzazioni finali, permette oggi ad un illustratore od un grafico di ottimizzare i tempi delle consegne dei progetti, impossibile altrimenti da realizzare nei tempi concordati. Si ricordava, inoltre, come poi il #digitale e la #grafica abbiano poi incontrato il #Videogame, il #CinemaDiAnimazione, il #fumetto ed infine il #Cinema, arte quest’ultima che, grazie alle tecnologie, ha confluito tutte le maggiori esperienze artistiche al suo servizio senza discriminazione alcuna: dalla #musica, alla #danza, alla #scultura, alla #falegnameria alla reintroduzione e sviluppo del #fabbro; dalla #moda, al #makeup ed un sacco di altre cose che coinvolgono il background della realizzazione di un film. Questo per dire di come la tecnologia possa portare al perfezionamento, se non addirittura alla nascita di un’arte o di una nuova versione essa.

Essendo musicista non posso non far notare come la musica #rock ed i suoni ad essa correlati, non sono altro che il frutto della nascita degli strumenti musicali elettronici e dei relativi amplificatori, portando gli stessi strumenti ad evolvere divenendo sempre meno ingombranti e più potenti. Basta pensare a come la chitarra, divenuta elettrica, si sia evoluta senza più la necessità di avere un cassa di risonanza per aumentare il suo volume in uscita; Oppure come il #Cinema stesso, mano a mano che le tecnologie lo hanno permesso, si arrivato a contenere tutte le varie tipologie artistiche esistenti. Un altro esempio (che guarda a caso è conseguenza del passaggio al #digitale) è la tecnologia che ha permesso di realizzare la #MusicaElettronica e la figura, ormai molto diffusa, del #Dj.

Quindi alla fine credo che il concetto che gli artisti hanno espresso è che il #digitale rappresenta un’opportunità, un linguaggio che oggi giorno è indispensabile per realizzare in tempo i propri progetti, ma anche un mezzo che non fa altro che aumentare il “lessico” dell’#disegno in sé per sé e perciò la possibilità di arricchire e scovare nuove tecniche espressive per il settore.

Nel prossimo post riporterò la spiegazione delle opere da parte dei #Lords presenti all’incontro organizzato dalla fumetteria #ComicsLeagueOfBrixia.

Grazie e alla prossima.

Raffaele Vicenzi racconta Lords For The Ring @Comics League of Brixia (BS) Part.1

danyorizio#LordsForTheRing, continua il suo tour di presentazione e dopo l’esordio a #Fantastika presso il borgo Medievale di #Dozza e il #LuccaComics&Games, un nuovo incontro ha avuto luogo a #Brescia presso la fumetteria #ComicsLeagueOfBrixia. A presenziare #SaraAranelGiannotto dell’#AssociazioneItalianaStudiTolkieniani, promotori ed esecutori di questo progetto, mentre i #Lords che sono intervenuti all’evento erano: #AngeloMontanini (direttore artistico del progetto), #EdvigeFaini e #DanyOrizio.  I temi affrontati non sono stati solo di tipo analitico delle opere, ma sono usciti, grazie alle domande dei presenti, alcune digressioni che hanno arricchito e reso ancora più bello l’incontro. Per comodità pubblicherò i seguenti post che affronteranno questi argomenti:

  1. Il problema della ricerca dello ‘stile di un autore
  2. Manuale e/o digitale: sviluppo delle arti attraverso la tecnologia
  3. Spiegazioni delle opere, #AngeloMontanini, #DanyOrizio e #EdvigeFaini.
  1. Il problema della ricerca dello ‘stile di un autore’

Uno degli argomenti trattati durante la presentazione del calendario e delle opere relative agli artisti presenti, è stato quello della definizione del concetto di “stile di un artista”. Giustamente, come faceva notare #DanyOrizio (a seguito di della domanda di un ragazzo presente all’incontro), lo “stile di un artista” non è da definirsi un qualche cosa di statico o di finito, ma piuttosto un insieme di “fotografie” di più periodi dell’artista stesso. Si faceva l’esempio del famoso Periodo Blu di #Picasso che alla fine non ha niente a che fare con gli altri suoi periodi. Quindi uno stile non si può definire un qualcosa che caratterizza l’artista fin dall’inizio, ma possiamo vedere un’evoluzione tra i vari periodi, che magari alla lunga è possibile trovare, all’interno di essi, delle continuità o delle caratteristiche estetiche ricorrenti. Resta comunque un analisi che eventualmente può essere presa in considerazione solo di fronte ad una lunga carriera alle spalle dell’artista.

Il bisogno quindi di ricercare un proprio stile nell’arte potrebbe essere già sbagliato in partenza: mi spiego. Per me il problema che sta all’inizio della nostra proposizione, è il termine stile che confonde le idee. Quindi forse meglio parlare di un percorso di un artista più che di uno stile, poiché tutti gli stili degli artisti alla fine pur ‘essendo’ , ‘divengono’ sempre fino alla morte di essi, o se si vuole: “è lo stile stesso che è, quando diviene” (che evolve). Senza addentrarsi in volumi di filosofia, anche io quando ero agli inizi della mia carriera di musicista o di scrittore fu la mia prima preoccupazione: cercare il mio stile e vedere a quali artisti era più vicino. Forse più che la parola stile renderebbe maggiormente parlare piuttosto di tracce o di marchi di fabbrica dell’artista, che si ripetono, magari in forme diverse, attraverso questo percorso.

In realtà, a seguito delle riflessioni uscite dal meeting, ho potuto constatare come questo, apparentemente banale argomento, in realtà nasconda molti livelli di analisi che vanno presi in considerazione, tra i quali il più rilevante è sicuramente, l’organizzazione e lo sviluppo di quei processi mentali, ragionamenti e pensieri che portano l’artista a trovare la migliore via tecnica espressivo-estetica per metterli sul tableu. A questo punto risulta ben chiaro che sono questi ‘processi mentali’ a caratterizzare la stesura dell’opera e che di volta in volta cambiano in quanto condizionati dallo stato d’animo, dalla tipologia di pensieri (che in quel periodo l’artista sta affrontando), dal periodo storico e, perché no, dalla tecnologia a disposizione per manifestare e rendere chiara l’opera che fino a quel momento viveva ancora sotto forma di idea nella testa dell’autore. In breve lo stile si potrebbe definire quel particolare percorso interiore artistico-filosofico-esistenziale di studio e di miglioramento personale e tecnico, attraverso le problematiche del sé interiore in rapporto con l’interpretazione del mondo e dell’esistenza, una via alternativa per interpretare l’universo e noi stessi in esso. Perciò la parola stile sarebbe quindi più corretto utilizzarla nell’ambito artistico accademico per la categorizzazione e la catalogazione di quelle opere artistiche collocate all’interno di un contesto storico generale, una standardizzazione che può essere utile nell’insegnamento teorico e pratico della disciplina artistica. In conclusione un giovane artista che dice ‘che deve trovare il suo stile’, infondo non sta dicendo nulla di dissimile dal  ‘che deve trovare sé stesso attraverso un percorso artistico’.

Raffaele Vicenzi racconta Lucca Comics & Games 2016 – Cosplay Gran Finale

img_4400E con mio rammarico siamo giunti all’ultima parte dei miei racconti e testimonianza del mio primo #LC&G. L’esperienza vissuta è stata molto forte, vedere così tanti ragazzi appassionati, chi del #gaming, chi dei #comics, ma in questo caso parleremo dei #cosplay e dei #cosplayers che li hanno interpretati.

Impressionanti i numeri e la bellezza della location tra le #muraDiLucca, l’organizzazione e la cura sia da parte degli organizzatori, sia da parte dei vari #cosplayers nel indossare “i panni” dei propri personaggi preferiti.

foto-29-10-16-11-32-57Molto bello è stato conoscere le strutture nelle quali artisti e scrittori possono usufruire per presentarsi e promuoversi. Ma alla fine ne avrò visitato 1/3, non è possibile seguire tutto se non hai il dono “dell’utriquità”.

Forse la prossima volta mi converrà organizzare per tempo le giornate. Quindi concludo con questo video e post la mia prima indimenticabile avventura al #LC&G. accompagnato dalla #canzone #SunstainTheUntruth della #BandGiapponese, #DirEnGrey

Grazie per avermi seguito, un saluto a tutti e alla prossima…

Buona Visione!!!!

Raffaele Vicenzi racconta Lucca Comics & Games 2016 Parte 3

In questo post vorrei parlare di tre cose, anzi tre cose e mezzo:

  1. Dello Stand di #SergioBonelliEditore
  2. Dello Stand #Panini  e dello Stand del video gioco di #Battlefield1
  3. Del #DylanDogExperience

Come nei precedenti altri post del #LC&G metto i link dei video riassuntivi prima del racconto ufficiale.

  1. Sergio Bonelli Editore

2. Stand Panini e Battlefield 1

 

  1. Sergio Bonelli Editore e Dylan Dog Experience

foto-28-10-16-19-39-16Quest’anno cade il trentesimo anno del primo numero di #DylanDog e quindi, per la #SergioBonelliEditore, questo #LC&G è stato particolarmente importante. “L’Indagatore dell’Incubo” e il suo assistente #GrouchoMarx sono stati i protagonisti della mia adolescenza, soprattutto di notte, quando non riuscivo a dormire. Storie indimenticabili, storie epiche, storie di amori perduti, di incubi, sogni, alieni, vampiri e quant’altro ad allietare le mie letture notturne: come dimenticare tutto ciò. E tutto questo non può che sfociare nel racconto del #DylanDogExperience, il quale si potrebbe definire come una sorta di Simulazione/Gioco nel quale ognuno di noi interpreta, o può intervenire direttamente vivendo sulla propria pelle, un caso del mitico #Dylan interagendo con degli attori che interpretano i personaggi della storia nella quale tu o voi siete i protagonisti, gli attori principali: ma andiamo nel dettaglio.

Dylan Dog Experience

foto-28-10-16-16-22-43Eravamo un gruppo di una quindicina di persone, eravamo state radunate da una guida, una guida che ci avrebbe portato nel Mondo dell’Incubo.  Eravamo giunti all’interno di una stanza completamente bianca, completamente chiusa, apparentemente senza sbocco; al centro un cubo anch’esso bianco. In fondo al centro era appeso un maxischermo: ci erano state illustrate le “regole del gioco”, o meglio quello dell’interpretazione. Poi la nostra guida ci parlò, ci disse queste parole:

«Dylan! Metti la maschera!»

Ed io non capivo, mi guardavo e ci guardavamo perplessi con gli altri…con gli altri #DylanDog. Al ché qualcuno con molta fantasia aveva cominciato a palpare goffamente il muro, ma senza ottenere risultati, senza scovare nulla che potesse in qualche maniera seguire ciò che la guida ci aveva ordinato.

«Dylan! Dai! Metti la maschera!»

foto-28-10-16-18-19-42Poi molti di noi avevano capito che la chiave era il cubo posto in centro alla stanza ed alla fine dopo molti palpeggiamenti qualcuno ebbe la geniale idea alla “#Apple“, quella di semplicemente alzare la parte superiore del cubo sperando che essa fosse un coperchio: ed alla fine lo era. Esso era pieno di maschere che rappresentavano #DylanDog ed ora potevamo mettere la maschera. A quel punto la nostra guida fece apparire una porta e suonò il campanello e #Groucho venne ad aprirci.

«Vieni capo! Vieni capo ti stavo aspettando» Ci disse.

foto-28-10-16-18-24-00-1E ci fece entrare nel nostro studio, la cosa che mi colpì fu il “mio” famoso galeone, tutto era perfetto, proprio come lo avevo lasciato. Poi ci furono alcuni scambi di battute: #Groucho voleva essere pagato. Poi la porta, il famoso “Urlo” del campanello tuonò. Un’avvenente Signora fu accolta dal nostro assistente: potevamo avere un caso. Poi le battute di #Groucho, sapete, le solite battute per attaccare bottone o solamente per importunarle, benevolmente parlando. Poi qualcuno di noi è intervenuto e ha invitato la signora a sedersi, Noi #DylanDog potevamo avere un caso? Dovevamo capire. La signora era impaurita ed dovevamo farla sentire a proprio agio e farla, come sempre iniziare “dall’inizio”. Ci raccontò una storia di spiriti e quindi non poteva mancare, nella prossima stanza trovare la famosa #MadameBlavatsky: pronti per la seduta spiritica ed evocare lo spirito, per cercare di risolvere il caso e guadagnarsi la pagnotta. E poi lo spirito morto evocato ed un #DylanDog portato negli Inferi come pegno d’amore…Sbucammo alla fine alla boutique con i pacchetti speciali ed edizioni limitate per il solo #DylanDogExperience.

Poi lo stand della #SergioBonelliEditore, suddiviso in vari settori con i gadgets e fumetti dei relativi personaggi della casa, come #Zagor, #NatanNever o #MartynMystere.

2. Stand Panini e Battlefield 1

foto-28-10-16-17-47-32In questi stands potevamo trovare un sacco di fumetti di esordienti che semplicemente avevano affittato uno spazio per promuoversi in una manifestazione così importante e farsi conoscere, oppure versioni di storie di autori già conosciuti. Mentre per quanto riguarda lo stand di #Battlefield non c’è molto da dire se non che c’era la possibilità di provare in anteprima il gioco oltre che fare un selfie von un cosplay vestito da soldato dell’epoca in cui è ambientato il gioco ed io ovviamente ho colto l’occasione per fare il cretino con un fucile (vero) in mano.

Qui si conclude la terza parte di questo infinito racconto, tra video giochi, fumetti e #DylanDog