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Raffaele Vicenzi racconta Lords For The Ring @Comics League of Brixia (BS) Part.1

danyorizio#LordsForTheRing, continua il suo tour di presentazione e dopo l’esordio a #Fantastika presso il borgo Medievale di #Dozza e il #LuccaComics&Games, un nuovo incontro ha avuto luogo a #Brescia presso la fumetteria #ComicsLeagueOfBrixia. A presenziare #SaraAranelGiannotto dell’#AssociazioneItalianaStudiTolkieniani, promotori ed esecutori di questo progetto, mentre i #Lords che sono intervenuti all’evento erano: #AngeloMontanini (direttore artistico del progetto), #EdvigeFaini e #DanyOrizio.  I temi affrontati non sono stati solo di tipo analitico delle opere, ma sono usciti, grazie alle domande dei presenti, alcune digressioni che hanno arricchito e reso ancora più bello l’incontro. Per comodità pubblicherò i seguenti post che affronteranno questi argomenti:

  1. Il problema della ricerca dello ‘stile di un autore
  2. Manuale e/o digitale: sviluppo delle arti attraverso la tecnologia
  3. Spiegazioni delle opere, #AngeloMontanini, #DanyOrizio e #EdvigeFaini.
  1. Il problema della ricerca dello ‘stile di un autore’

Uno degli argomenti trattati durante la presentazione del calendario e delle opere relative agli artisti presenti, è stato quello della definizione del concetto di “stile di un artista”. Giustamente, come faceva notare #DanyOrizio (a seguito di della domanda di un ragazzo presente all’incontro), lo “stile di un artista” non è da definirsi un qualche cosa di statico o di finito, ma piuttosto un insieme di “fotografie” di più periodi dell’artista stesso. Si faceva l’esempio del famoso Periodo Blu di #Picasso che alla fine non ha niente a che fare con gli altri suoi periodi. Quindi uno stile non si può definire un qualcosa che caratterizza l’artista fin dall’inizio, ma possiamo vedere un’evoluzione tra i vari periodi, che magari alla lunga è possibile trovare, all’interno di essi, delle continuità o delle caratteristiche estetiche ricorrenti. Resta comunque un analisi che eventualmente può essere presa in considerazione solo di fronte ad una lunga carriera alle spalle dell’artista.

Il bisogno quindi di ricercare un proprio stile nell’arte potrebbe essere già sbagliato in partenza: mi spiego. Per me il problema che sta all’inizio della nostra proposizione, è il termine stile che confonde le idee. Quindi forse meglio parlare di un percorso di un artista più che di uno stile, poiché tutti gli stili degli artisti alla fine pur ‘essendo’ , ‘divengono’ sempre fino alla morte di essi, o se si vuole: “è lo stile stesso che è, quando diviene” (che evolve). Senza addentrarsi in volumi di filosofia, anche io quando ero agli inizi della mia carriera di musicista o di scrittore fu la mia prima preoccupazione: cercare il mio stile e vedere a quali artisti era più vicino. Forse più che la parola stile renderebbe maggiormente parlare piuttosto di tracce o di marchi di fabbrica dell’artista, che si ripetono, magari in forme diverse, attraverso questo percorso.

In realtà, a seguito delle riflessioni uscite dal meeting, ho potuto constatare come questo, apparentemente banale argomento, in realtà nasconda molti livelli di analisi che vanno presi in considerazione, tra i quali il più rilevante è sicuramente, l’organizzazione e lo sviluppo di quei processi mentali, ragionamenti e pensieri che portano l’artista a trovare la migliore via tecnica espressivo-estetica per metterli sul tableu. A questo punto risulta ben chiaro che sono questi ‘processi mentali’ a caratterizzare la stesura dell’opera e che di volta in volta cambiano in quanto condizionati dallo stato d’animo, dalla tipologia di pensieri (che in quel periodo l’artista sta affrontando), dal periodo storico e, perché no, dalla tecnologia a disposizione per manifestare e rendere chiara l’opera che fino a quel momento viveva ancora sotto forma di idea nella testa dell’autore. In breve lo stile si potrebbe definire quel particolare percorso interiore artistico-filosofico-esistenziale di studio e di miglioramento personale e tecnico, attraverso le problematiche del sé interiore in rapporto con l’interpretazione del mondo e dell’esistenza, una via alternativa per interpretare l’universo e noi stessi in esso. Perciò la parola stile sarebbe quindi più corretto utilizzarla nell’ambito artistico accademico per la categorizzazione e la catalogazione di quelle opere artistiche collocate all’interno di un contesto storico generale, una standardizzazione che può essere utile nell’insegnamento teorico e pratico della disciplina artistica. In conclusione un giovane artista che dice ‘che deve trovare il suo stile’, infondo non sta dicendo nulla di dissimile dal  ‘che deve trovare sé stesso attraverso un percorso artistico’.